SELF BILLING INTERNAZIONALE

1. L’origine della questione

DOSSIER DI RICERCA N. 1

I casi concreti portano quasi sempre con sé domande di carattere pratico e operativo. Accade però, talvolta, che l’analisi delle possibili risposte finisca per aprire questioni molto più ampie di quelle inizialmente prospettate.

È quanto accaduto esaminando una recente richiesta proveniente da una piattaforma digitale internazionale, con la quale alcuni autori professionisti sono stati invitati ad aderire ad un sistema di self billing, vale a dire ad una procedura che prevede l’emissione della fattura direttamente da parte della piattaforma, in nome e per conto dell’autore.

In una prima fase la questione sembrava avere una portata prevalentemente operativa. Il problema appariva infatti limitato alla valutazione dell’opportunità di aderire o meno alla nuova procedura.

L’approfondimento della disciplina normativa ha però modificato radicalmente la prospettiva.

Occorre precisare che questa modalità operativa non costituisce di per sé una novità.

Il self billing non costituisce un istituto nuovo.

La possibilità che la fattura sia emessa dal cessionario o dal committente, in nome e per conto del cedente o prestatore, è prevista da tempo sia dalla normativa europea sia dalla disciplina italiana dell’IVA.

È proprio questa prima conclusione ad aver aperto l’interrogativo più interessante.

Se il self billing è già previsto dalla normativa, quale elemento rende questa vicenda diversa dalle molte altre già disciplinate dall’ordinamento?

L’attenzione si è così progressivamente spostata su un diverso profilo interpretativo.

Il punto non sembra riguardare la legittimità dell’istituto, bensì il suo coordinamento con gli obblighi documentali previsti dall’ordinamento italiano quando la fattura viene emessa da un soggetto stabilito in un altro Stato membro e il prestatore del servizio è invece tenuto ad operare all’interno del sistema italiano della fatturazione elettronica.

È questo l’interrogativo dal quale prende avvio la presente ricerca.

Le pagine che seguono hanno l’obiettivo di ricostruire progressivamente il quadro normativo di riferimento, verificando le fonti disponibili, la disciplina europea, quella nazionale e le indicazioni di prassi oggi esistenti.

Se il self billing è già previsto dalla normativa europea e dalla disciplina italiana dell’IVA, perché una richiesta proveniente da una piattaforma digitale internazionale è in grado di generare tanti dubbi tra i professionisti italiani?

Le prime verifiche hanno infatti evidenziato che il problema potrebbe non riguardare l’istituto del self billing in sé, bensì il suo coordinamento con alcuni adempimenti propri dell’ordinamento italiano. Tra questi, in particolare, meritano attenzione il ruolo della fatturazione elettronica, gli obblighi documentali connessi alle operazioni internazionali e le modalità con cui tali documenti possono essere correttamente recepiti all’interno della contabilità nazionale.

Proprio da queste prime riflessioni prende forma il percorso di ricerca che sarà sviluppato nei capitoli successivi.

Perché, nell’attività professionale, le questioni più interessanti raramente nascono da una risposta.

Molto più spesso nascono dalla domanda giusta.

Autrice
Dott.ssa Fabiana Nesi
Dottore Commercialista

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Se desideri confrontarti sul tema trattato o sottopormi un caso concreto, puoi contattarmi utilizzando il pulsante qui sotto.

2 pensieri riguardo “SELF BILLING INTERNAZIONALE

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