SALVAGUARDARE CHI HA LAVORI IN CORSO E RIPRISTINARE LA REMISSIONE IN BONIS: oggi in Senato le richieste dei Dottori Commercialisti

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Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti in audizione in Commissione Finanze e Tesoro riguardo al DL 39/2024

La delegazione composta da  Salvatore Regalbuto, e da Pasquale Saggese, Consigliere nazionale e tesoriere l’uno e coordinatore dell’area fiscale della Fondazione nazionale della categoria l’altro, in occasione dell’Audizione in Commissione Finanze e Tesoro di quest’oggi ha espresso e motivato le proposte della categoria in relazione al nuovo Decreto Legge 39/2024 per ciò che concerne le modifiche apportate alla normativa relativa al Superbonus e Bonus Edilizi.

Nella sostanza, il Consiglio Nazionale in aula del Senato ha proposto, spiegato e motivato quanto già posto all’attenzione nei giorni scorsi dal presidente del Consiglio nazionale, Elbano de Nuccio al Ministro dell’economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, e del Viceministro, Maurizio Leo:  

SALVAGUARDARE I CONTRIBUENTI CON INTERVENTI REALMENTE IN CORSO:

“Pur comprendendo le esigenze di finanza pubblica sottese al blocco delle opzioni per la cessione del credito e lo sconto in fattura, riteniamo necessario salvaguardare i contribuenti che hanno interventi in corso nonché ripristinare la remissione in bonis per chi ha commesso errori nelle comunicazioni inviate entro lo scorso 4 aprile”.

Così si sono espressi nel corso dell’audizione svoltasi oggi presso la Commissione Finanze e Tesoro del Senato in merito alla conversione in legge del DL 39/2024.

In particolare, dai rappresentanti della Categoria, è stato proposto che:

per coloro che hanno già sottoscritto contratti o abbiano già iniziato i lavori sia possibile continuare ad accedere alle opzioni per cessione del credito e sconto in fattura, subordinatamente al rilascio di attestazioni che certifichino la sussistenza di tali presupposti alla data di entrata in vigore del decreto, sottoposte a stringenti sanzioni in caso di falsità”.

Il fine della richiesta sta tutto nell’

“evitare che a coloro che hanno fatto legittimo affidamento nell’accesso a tali opzioni venga ingiustificatamente negata tale possibilità, con inevitabili conseguenze anche sotto il profilo dei contenziosi che potrebbero sorgere con le imprese appaltatrici”.

RIPRISTINARE LA REMISSIONE IN BONIS:

Oltre alla richiesta di correzione sopra motivata, è stato sollevata anche la problematica oggettiva relativa all’improvvisa esclusione della remissione in bonis in relazione alle sole Comunicazioni per l’opzione per la cessione del credito e lo sconto in fattura.

Al proposito viene chiesto il rispristino della possibilità di avvalersi della remissione in bonis estendendola a coloro che, non avendo ancora individuato il cessionario del credito d’imposta, vi riescano entro il prossimo 15 ottobre 2024, termine ultime per accedere alla remissione.

POSSIBILITA’ DI CORREGGERE ERRORI COMMESSI IN BUONA FEDE:

Nel caso in cui, tuttavia,

“ l’ampliamento del perimetro della remissione in bonis dovrà essere oggetto di valutazioni tecniche anche in termini di coperture, sicuramente l’accesso all’istituto deve essere garantito – ha sottolineato Regalbuto – a coloro che, avendo presentato tempestivamente la comunicazione entro il 4 aprile scorso, si trovino nella necessità di dover correggere errori commessi in buona fede”.

RATEIZZARE IN 10 ANNI IN CASO DI “INCAPIENZA”:

I rappresentati del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili hanno altresì proposto il ripristino della possibilità per il fornitore o il cessionario di optare per la rateizzazione in dieci anni degli importi delle singole rate annuali che non vengono utilizzate, per “incapienza”, nell’anno di competenza finanziaria.

INTERPRETAZIONE AUTENTICA A RISOLVERE DEFINITIVAMENTE ALMENO I MAGGIORI DUBBI:

Sempre sull’argomento Bonus edilizi è stato proposto di introdurre una serie di norme di interpretazione autentica volte a risolvere dubbi interpretativi suscettibili di generare in futuro ingente contenzioso su questioni essenzialmente formali.

Confidiamo tutti in un ascolto attento e in una rielaborazione oggettivamente migliorativa del testo definitivo della norma che – seppur possa esser stata dettata da varie necessità – non ha motivo alcuno di spingersi verso un trattamento che rischia di divenire ingiusto nei confronti di coloro che hanno seguito le regole già previste e di danneggiare gravemente proprio coloro che possono aver commesso errori in buona fede.

Articolo di Fabiana Nesi

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