ECCO LE ISTRUZIONI UFFICIALI PER RICALCOLARE GLI AVVISI BONARI

strict female teacher with book pointing at scribbled blackboard

E’ USCITA LA CIRCOLARE 1/E DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE: NIENTE AGGIORNAMENTO SOFTWARE, IL RICALCOLO DEGLI AVVISI SARA’ A CURA DEL CONTRIBUENTE (O DEL SUO COMMERCIALISTA).

Ne avevamo parlato pochi giorni fa nell’articolo NUOVE AGEVOLAZIONI SUGLI AVVISI BONARI: A CHI SPETTANO E COME SI CALCOLANO , dove auspicavamo un intervento da parte dell’Agenzia delle Entrate che provvedesse ad aggiornare il software per poter procedere in sicurezza ad applicare le riduzioni delle sanzioni previste dall’articolo 1 commi da 153 a 159 della L. 197/2022 .

L’Agenzia delle Entrate invece ha scelto di pubblicare una Circolare esplicativa , la 1/E per indicare le procedure da seguire per poter ricalcolare in autonomia il netto residuo dovuto.

Ecco gli esempi proposti dall’Agenzia delle Entrate:

Leggi tutto: ECCO LE ISTRUZIONI UFFICIALI PER RICALCOLARE GLI AVVISI BONARI

Si riporta di seguito un esempio di definizione agevolata per una comunicazione già
inviata al contribuente.


Esempio n. 1


Un contribuente riceve una comunicazione degli esiti del controllo automatizzato della
dichiarazione modello Redditi 2020 (periodo d’imposta 2019) in relazione ad una imposta
non versata pari a 100 euro e ad un versamento tardivo pari a 400 euro. Tale comunicazione
è stata inviata tramite posta elettronica certificata e ricevuta dal contribuente in data 19
dicembre 2022.
Esiti comunicati al contribuente:
Esito di omesso versamento
Imposta non versata 100,00
Sanzione (10%) 10,00
Interessi 7,00
Esito di tardivo versamento
Sanzione (10%) 40,00
Interessi 14,00
Totale 171,00
L’importo totale richiesto con la comunicazione, comprensivo di sanzioni calcolate al
10 per cento, è pari a euro 171,00

L’importo da versare in adesione alla definizione agevolata si determina ricalcolando
le sanzioni nella misura del 3 per cento delle imposte non versate e di quelle versate in ritardo.

Esiti rideterminati a seguito del ricalcolo delle sanzioni:
Esito di omesso versamento
Imposta non versata 100,00
Sanzione (3%) 3,00
Interessi 7,00
Esito di tardivo versamento
Sanzione (3%) 12,00
Interessi 14,00
Totale 136,00

La definizione agevolata si perfeziona con il versamento dell’importo rideterminato,
con sanzioni calcolate al 3 per cento, pari a euro 136,00, entro 30 giorni dal ricevimento della
comunicazione, indicando nel modello F24 il codice tributo 9001, l’anno di riferimento 2019
e il codice atto relativo alla comunicazione. In caso di opzione per il pagamento rateale, la
prima rata deve essere versata entro il predetto termine di 30 giorni e le rate successive devono
essere versate entro l’ultimo giorno di ciascun trimestre successivo, con i relativi interessi di
rateazione.

Si riporta di seguito un esempio di definizione agevolata per una rateazione in corso.


Esempio n. 2


Comunicazione degli esiti del controllo automatizzato della dichiarazione modello
Redditi 2018 (periodo d’imposta 2017), elaborata e consegnata in data 1° aprile 2022.
Esiti comunicati al contribuente:
Esito di omesso versamento
Imposta non versata 4.000,00
Sanzione (10%) 400,00
Interessi 280,00
Esito di tardivo versamento
Sanzione (10%) 240,00
Interessi 80,00
Totale 5.000,00

L’importo totale richiesto con la comunicazione, comprensivo di sanzioni calcolate al 10 per cento, è pari a euro 5.000,00.
Il contribuente ha optato per il pagamento in otto rate trimestrali di pari importo,
secondo il seguente piano:

N. rataScadenzaImporto rata
(codice tributo 9001)
Importo interessi di rateazione
(codice tributo 9002)
102/05/2022625,00..
231/08/2022625,005,51 €
330/11/2022625,0010,97 €
428/02/2023625,0016,36 €
531/05/2023625,0021,87 €
631/08/2023625,0027,39 €
730/11/2023625,0032,84 €
829/02/2024625,0038,30 €
5.000,00

Alla data del 31 dicembre 2022 sono state pagate le prime tre rate, per un importo
complessivo di euro 1.875,00 (somma dei versamenti eseguiti con codice tributo 9001, senza
considerare gli interessi di rateazione versati con codice tributo 9002).
Per determinare il debito residuo al 1° gennaio 2023, su cui ricalcolare le sanzioni nella
misura del 3 per cento, occorre preliminarmente imputare i versamenti effettuati entro il 31
dicembre 2022 in proporzione alle singole voci di dettaglio degli esiti comunicati, come
esposto nella tabella seguente.

Dettaglio esiti Importo richiesto
con la comunicazione
% Imposta da versare
Imposta da versare 4000801500
Sanzione4008150
Interessi2805.6105
Sanzione2404.890
Interessi801.630
Totale50001001875

Per differenza tra l’importo richiesto con la comunicazione e l’importo versato entro
il 31 dicembre 2022 si ottiene l’importo residuo, rispetto al quale devono essere rideterminate
le sanzioni nella misura del 3 per cento, come esposto nella tabella seguente.

Dettaglio esitiImporto richiesto
(con sanzioni
al 10%)
Importo
versato
Importo residuo
(con sanzioni
al 10%)
Importo residuo
(con sanzioni
ricalcolate al 3%)
Imposta da versare4000150025002500
Sanzione40015025075
Interessi280105175175
Sanzione2409015045
Interessi80305050
Totale5000187531252845

Il debito residuo con sanzioni ricalcolate al 3 per cento, pari a euro 2.845,00, può essere
ripartito nel restante numero di rate (cinque) previsto dall’originario piano di rateazione,
mantenendo le relative scadenze. Gli interessi di rateazione sono rideterminati rispetto al nuovo importo delle rate, come esposto nella tabella seguente.



N. rata ScadenzaImporto rata
(codice tributo 9001)
Importo interessi
di rateazione
(codice tributo 9002)
102/05/2022625
231/08/20226255,51 €
330/11/2022 62510,97 €
totale già versato1875
428/02/202356914,90 €
531/05/202356919,91 €
631/08/202356924,93 €
7 30/11/202356929,90 €
829/02/202456934,86 €
totali da versare2845
totale complessivo dovuto4720

Si riporta di seguito un esempio di estensione per un piano di rateazione in corso.


Esempio n. 3


Riprendendo i dati dell’esempio n. 2, il piano di dilazione originariamente previsto in
otto rate, già rideterminato negli importi per effetto della definizione agevolata prevista dal
comma 155, può essere esteso fino a un massimo di venti rate trimestrali, ripartendo il debito
residuo nel numero restante di rate (fino ad arrivare a venti) e ricalcolando l’importo degli
interessi di rateazione rispetto ai nuovi importi e alle nuove scadenze.

N. rata ScadenzaImporto rata
(codice tributo 9001)
Importo interessi
di rateazione
(codice tributo 9002)
102/05/2022625
231/08/20226255,51
330/11/2022 62510,97
totale già versato1875
428/02/2023167,354.38
531/05/2023167,355.86
631/08/2023167,357.33
7 30/11/2023167,358.79
829/02/2024167,3510.25
931/05/2024167,3511.73
1002/09/2024167,3513.24
......
......
1930/11/2026167.3526.38
2001/03/2027167.3527.84
totali da versare2845
totale complessivo dovuto4720

Con questi tre esempi l’Agenzia fornisce gli strumenti di calcolo essenziali per procedere a correggere sia le rateazioni già in corso che gli avvisi da scadere.

E’ importante sottolineare che , come riportato anche nella Circolare 1/e

In caso di omesso o tardivo pagamento delle somme dovute, oltre i limiti del lieve
inadempimento,
la definizione non produce effetti e si applicano le ordinarie disposizioni in materia di sanzioni e riscossione. Si procede, quindi, all’iscrizione a ruolo delle somme
dovute, con sanzioni calcolate nella misura piena prevista dall’articolo 13 del decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.

Tenuto conto che , come dimostrato dagli stessi esempi proposti, tutto il ricalcolo eseguito implica per un debito di 5.000 euro, una riduzione delle sanzioni pari a 280 euro, ci si chiede SE il rischio d’errore possa compensare il beneficio ottenibile.

In altre parole, il lieve inadempimento deve intendersi fino al 3% dell’importo dovuto come previsto dall’art. 3 del decreto legislativo n. 159/2015 o in questo caso   segue altri criteri? .

Articolo di Fabiana Nesi

Copyright2023 fabiananesicommercialista

Iscriviti per seguire il mio Blog!

Una opinione su "ECCO LE ISTRUZIONI UFFICIALI PER RICALCOLARE GLI AVVISI BONARI"

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: