Un’impresa può restare nella rottamazione e avere comunque problemi col DURC. In edilizia, questo impatta su liquidità, appalti e cantieri.
Un pagamento del committente che tarda ad arrivare. Gli stipendi da versare. Un fornitore che aspetta. E, in mezzo, la rata della rottamazione.
Quando la liquidità è limitata, l’imprenditore deve scegliere a quali scadenze dare precedenza. Sapere che una sola rata non pagata può non far perdere la definizione agevolata potrebbe indurlo a rinviarla. Ma se nel piano sono compresi debiti contributivi, quel ragionamento rischia di trascurare una conseguenza decisiva:
la tenuta del DURC segue regole che non coincidono con quelle della rottamazione.
Il tema è particolarmente attuale dopo la scadenza della seconda rata del 30 settembre 2026.
Ed è un tema che chi opera in tutti quei settori come quello dell’edilizia dove il DURC scandisce non solo a chi vengono affidati i cantieri ma anche CHI VIENE PAGATO PER I LAVORI GIA’ ESEGUITI dovrebbe affrontare prima di decidere quale pagamento rimandare.
Restare nella rottamazione non basta
Per i pagamenti rateali, la quinquies prevede l’inefficacia della definizione in caso di mancato o insufficiente versamento di due rate, anche non consecutive. L’unica rata e l’ultima rata del piano seguono una disciplina specifica, che considera anche il ritardo superiore a cinque giorni.
Occorre quindi evitare una prima semplificazione: non è corretto dire che «si possono saltare due rate». Due rate omesse o insufficienti fanno perdere il beneficio. Una sola rata intermedia non pagata può invece lasciare il piano ancora efficace.
Ma questo non significa che l’impresa sia al riparo da ogni conseguenza.
La legge richiama, per il DURC, l’articolo 54 del decreto-legge 50/2017. Questa disposizione prevede l’annullamento dei documenti rilasciati grazie all’adesione alla definizione quando il versamento anche di una sola rata sia omesso, insufficiente o tardivo.
Dalla lettura coordinata delle norme emerge quindi il rischio di conservare la rottamazione e perdere, nel frattempo, la copertura contributiva ottenuta grazie all’adesione. La soglia prevista per la decadenza dal piano non può essere considerata una franchigia valida anche per il DURC.
Il caso di un’impresa che aspetta un SAL
Immaginiamo un’impresa edile che abbia incluso nella quinquies debiti INPS ammessi alla definizione e ottenuto un DURC regolare, in assenza di altre irregolarità.
L’impresa ha pagato la prima rata, ma lascia insoluta quella del 30 settembre, che nel suo piano non è l’ultima. Conta di recuperarla quando arriverà il pagamento di uno stato di avanzamento lavori.
Sul piano della rottamazione, una sola rata intermedia omessa non determina, da sola, l’inefficacia della definizione. Sul piano del DURC, invece, espone al meccanismo di annullamento previsto dalla norma richiamata.
Il rischio economico è evidente: rinviare una rata per mancanza di liquidità può compromettere proprio l’incasso sul quale si contava per pagarla.
Negli appalti pubblici bisogna essere precisi. Un DURC irregolare non equivale sempre alla perdita definitiva dell’intero corrispettivo. L’articolo 11, comma 6, del Codice dei contratti pubblici prevede, nei casi disciplinati, che la stazione appaltante trattenga l’importo dell’inadempienza contributiva per versarlo direttamente agli enti, compresa la Cassa edile.
È il cosiddetto intervento sostitutivo: somme attese sul conto dell’impresa possono essere destinate alla copertura dell’irregolarità. La programmazione finanziaria del cantiere ne risente comunque.
Il DURC già scaricato non mette al sicuro
Il DURC online ha una validità ordinaria di 120 giorni dalla richiesta. L’annullamento previsto per i documenti rilasciati in relazione alla definizione agevolata è però un evento diverso dalla normale scadenza.
Conservare un PDF che riporta una data futura non garantisce che quel documento sia ancora utilizzabile. Occorre verificarne lo stato.
L’annullamento può riguardare documenti già rilasciati. Le ricadute sui procedimenti nei quali sono stati utilizzati devono essere valutate dalle amministrazioni e dai soggetti competenti: sarebbe quindi improprio tradurre il problema in una perdita automatica e indistinta di tutti gli appalti o di ogni agevolazione.
Resta però un rischio concreto per gare, pagamenti e benefici subordinati alla regolarità contributiva.
La rottamazione non sistema tutta la posizione contributiva
Per il versante previdenziale, la quinquies riguarda i carichi derivanti da omessi versamenti INPS, affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.
Non va quindi descritta come una sanatoria generale dei debiti verso INPS, INAIL e Casse edili. La regolarità delle posizioni non comprese nella definizione deve essere verificata autonomamente, insieme agli obblighi contributivi correnti.
Il DURC interessa anche i lavori privati dell’edilizia. Cambiano le procedure e le conseguenze, ma sarebbe sbagliato considerare questa attenzione necessaria soltanto per le imprese che partecipano a gare pubbliche.
La domanda da fare prima di rimandare un pagamento
Per l’impresa edile, la rata della rottamazione deve entrare nella programmazione della liquidità insieme alle scadenze che consentono di continuare a lavorare e incassare.
Questo richiede un confronto tra imprenditore, commercialista e consulente del lavoro: occorre conoscere i carichi inclusi nel piano, controllare l’effettiva esecuzione dei versamenti e valutare gli effetti di eventuali irregolarità sui lavori in corso.
Se una rata è già stata saltata o pagata in modo incompleto, conviene attivarsi subito per verificare pagamenti, posizione contributiva e stato dei DURC. Non si può presumere che il semplice pagamento tardivo ripristini automaticamente ogni documento già annullato o cancelli le conseguenze prodotte.
In conclusione
In una congiuntura particolarmente sfavorevole dove le liquidità sono da controllare al centesimo, cosa utile sarebbe stato dividere i debiti rottamati in più richieste così che in seguito le rate con rottamazioni INPS potessero essere più facilmente individuabili.
Sia in quel caso che in quello più frequente dove sia stata fatta un unica richiesta di rottamazione mista per tutti i debiti, prima di ogni decisione, è palese che occorra chiedersi (o chiedere ai propri consulenti) :
«Questo rinvio può compromettere il DURC e gli incassi che servono alla mia impresa?»
Autrice
Dott.ssa Fabiana Nesi
Dottore Commercialista
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