L’intelligenza artificiale nell’accertamento tributario: opportunità, rischi e scenari futuri

Il documento di ricerca della Fondazione dei Dottori Commercialisti analizza lo stato dell’arte e propone il monitoraggio dell’utilizzo dell’AI nei procedimenti tributari.

L’innovazione tecnologica sta rivoluzionando il panorama fiscale italiano, con l’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale (IA) che promettono di rendere più efficiente l’accertamento tributario. Questo processo, sostenuto dall’AI Act europeo, offre grandi opportunità ma solleva anche importanti questioni di natura etica, giuridica e operativa.

1. L’AI Act: la cornice normativa europea

Il Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) rappresenta un punto di riferimento fondamentale per l’impiego dell’IA. La normativa adotta un approccio basato sul rischio, distinguendo tra sistemi vietati, ad alto rischio e a basso rischio. Questo approccio garantisce che l’IA sia sviluppata e utilizzata in modo antropocentrico e rispettoso dei diritti fondamentali.

In ambito tributario, l’AI Act costituisce il quadro entro cui si collocano le applicazioni di IA come Ve.Ra. (Verifica dei Rapporti Finanziari), progettate per supportare l’Amministrazione finanziaria nella lotta all’evasione e all’elusione.

2. Ve.Ra.: come cambia l’accertamento tributario

Ve.Ra. è uno strumento innovativo di data analysis che, sfruttando l’interconnessione delle banche dati, identifica i contribuenti con profili di rischio fiscale elevato. Attraverso specifiche tecniche, i dati vengono analizzati per rilevare anomalie, come discrepanze tra i flussi finanziari e i redditi dichiarati.

Questo processo di selezione consente di indirizzare i controlli verso situazioni potenzialmente irregolari, migliorando l’efficacia delle verifiche fiscali e favorendo la compliance spontanea.

3. Opportunità e rischi dell’intelligenza artificiale

L’utilizzo dell’IA nell’accertamento fiscale astrattamente in un mondo ideale porterebbe con sé significativi vantaggi:

  • Eguaglianza tributaria: l’automazione riduce le discrezionalità, garantendo un trattamento uniforme dei contribuenti.
  • Efficienza operativa: la capacità di analizzare grandi quantità di dati accelera i processi e consente di individuare nuovi indicatori di evasione.
  • Prevenzione: l’IA consente di identificare tempestivamente le anomalie, rafforzando la compliance.

Tuttavia, non mancano le sfide:

  1. Trasparenza degli algoritmi: la complessità tecnica degli strumenti, rende difficile comprendere le logiche decisionali, rischiando di compromettere la trasparenza richiesta dal Consiglio di Stato.
  2. Imputabilità delle decisioni: ogni accertamento deve essere riconducibile a un funzionario, garantendo il rispetto del principio “human in the loop”.
  3. Tutela dei diritti: il trattamento dei dati personali e la possibile discriminazione richiedono un rigoroso controllo normativo.

4. La necessità di un monitoraggio costante

L’analisi svolta dal gruppo di lavoro dei colleghi che si sono dedicati all’argomento sottolinea come il crescente utilizzo dell’IA nel sistema tributario richiea la creazione di un Organismo tecnico nazionale che monitori l’applicazione degli algoritmi, garantendo:

  • La trasparenza dei processi decisionali.
  • La conformità alle norme sulla protezione dei dati.
  • La piena conoscibilità delle logiche algoritmiche, per prevenire derive discriminatorie o automatiche.

Questo organismo rappresenterebbe un presidio fondamentale per bilanciare le esigenze di innovazione con il rispetto dei diritti dei contribuenti.

5. Conclusioni

L’intelligenza artificiale sta aprendo nuove prospettive per l’accertamento tributario, rendendolo più preciso, rapido ed efficace. Tuttavia, è essenziale che questa evoluzione tecnologica avvenga all’interno di un quadro normativo chiaro e condiviso, che tuteli la trasparenza, i diritti fondamentali e la fiducia tra cittadini e istituzioni.

Come professionisti, dobbiamo prepararci a questo cambiamento, acquisendo competenze specifiche e promuovendo un dialogo costruttivo con l’Amministrazione. Solo così potremo garantire che l’innovazione tecnologica diventi un’opportunità per tutti, contribuendo a un sistema tributario più equo e sostenibile.

Al fine di un approfondimento vi invito a leggere il documento di ricerca che trovate qui sotto:

Articolo di Fabiana Nesi

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