Concordato Preventivo Biennale: Modifiche, Tassazione Sostitutiva e Scadenze 2024

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Ore contate per la pubblicazione in G.U. del primo decreto correttivo della riforma fiscale.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nella settimana scorsa in via definitiva il primo decreto legislativo correttivo della riforma fiscale, introducendo importanti modifiche alla disciplina del concordato preventivo biennale, regolato dal DLgs. 13/2024.

Rispetto alla versione preliminare approvata il 20 giugno scorso, il testo definitivo include alcune novità frutto dei pareri espressi dalle Commissioni competenti di Camera e Senato nelle ultime settimane.

Prima di approfondire cosa sia variato iniziamo col dire che i criteri di calcolo del reddito concordato, stabiliti dal DLgs. 13/2024 e dai relativi decreti attuativi (DM 14 giugno 2024 per i soggetti ISA e DM 15 luglio 2024 per i contribuenti in regime forfetario), non subiranno modifiche.

I redditi concordati stimati per il 2024 e il 2025 continueranno ad essere generalmente superiori a quelli dichiarati per il 2023, confermando già per questo i dubbi sull’attrattività del nuovo istituto.

In risposta a queste preoccupazioni, tuttavia, il Governo ha introdotto la possibilità di optare per una tassazione sostitutiva più favorevole rispetto a quella ordinaria. Questo sistema, basato su tre aliquote crescenti in base al punteggio ISA, prevede una flat tax:

  • al 10% per i contribuenti con punteggio ISA 8, 9 o 10;
  • al 12% per i contribuenti con punteggio ISA 6 o 7;
  • al 15% per i contribuenti con punteggio ISA 5 o inferiore.

Questo nuovo sistema mira a ridurre il carico tributario rispetto alla versione originale del concordato preventivo biennale, graduando l’impatto fiscale in base al punteggio ISA.

I contribuenti con bassa affidabilità fiscale determineranno redditi concordati significativamente più elevati rispetto al 2023 e applicheranno l’aliquota sostitutiva più alta sul reddito incrementale.

Resta incerto se un meccanismo analogo verrà introdotto per i contribuenti in regime forfetario, che non hanno un punteggio ISA di riferimento e la cui tassazione è già ridotta al 5% o al 15%.

L’introduzione delle flat tax incrementali potrebbe anche influenzare il calcolo degli acconti d’imposta da versare entro il 2 dicembre prossimo.

La versione originaria del DLgs. correttivo prevedeva una modalità di calcolo degli acconti per il 2024 mirata a mitigare l’impatto del nuovo istituto, tuttavia, questa disciplina potrebbe essere rivista alla luce della possibilità di applicare la tassazione sostitutiva più favorevole.

Sembra inoltre che l’ intervento normativo introduca anche nuove cause di esclusione e decadenza e nuovi componenti da non considerare ai fini della determinazione del reddito concordato.

Con l’entrata in vigore del D. Lgs. correttivo, il quadro normativo relativo al concordato preventivo biennale dovrebbe stabilizzarsi in vista del termine ultimo per aderire al nuovo istituto, fissato per il 31 ottobre, coincidente con la scadenza per la presentazione del modello REDDITI 2024.

I contribuenti avranno tempo fino a quella data per valutare la convenienza dell’adesione.

Restano tutte le perplessità di aver scelto di agganciare le basi di calcolo del CPB agli ISA.

Era veramente l’unica possibilità?

Articolo di Fabiana Nesi

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