SUPERBONUS IN 10 ANNI: LA SCELTA E’ IRREVOCABILE

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Ecco come il committente può ottenere le detrazioni Superbonus 2022 ripartite in 10 anni.

Inizia con maggio la finestra per la presentazione dei Modelli 730 relativi ai redditi 2023.

Annunciata dall’agenzia delle entrate con un comunicato stampa del 29 aprile, prende il via la cosiddetta “precompilata” e il nuovo “730 semplificato”.

Si precisa, in ogni caso che è già disponibile online l’applicativo web ma per adempiere con invio  si dovrà attendere almeno fino al 20 maggio.

Nonostante l’impegno da parte dell’Agenzia nel voler mettere appunto la nuova modalità affinché il contribuente possa procedere in autonomia ad assolvere all’obbligo di compilazione della dichiarazione dei redditi annuale,

SIA CHIARO che

resta intatta la facoltà da parte di ogni cittadino di farsi assistere dai Centri di Assistenza Fiscale e dagli intermediari abilitati, come avveniva anche negli anni passati, per inviare la dichiarazione o per farsela compilare ed inoltrare.

Oltre alla diversa modalità di compilazione della precompilata, che tralasciamo qui di commentare, si evidenzia invece una novità interessante a favore dei contribuenti:

Da quest’anno sarà possibile ricevere i rimborsi da 730 direttamente dall’Agenzia, anche in presenza di un sostituto d’imposta. 

Per inviare la dichiarazione ci sarà tempo fino al 30 settembre 2024; fino al 15 ottobre, invece, per chi presenta il modello Redditi.

Da quest’anno infatti chi presenta il modello 730 prima di inviare la dichiarazione potrà selezionare la voce “nessun sostituto” per chiedere di ricevere direttamente dall’Agenzia l’eventuale rimborso, anche in presenza di un datore di lavoro o ente pensionistico tenuto a effettuare i conguagli.

n.b.: L’opzione è valida anche se dalla dichiarazione emerge un debito: in questo caso il contribuente che invia direttamente il modello potrà effettuare il pagamento tramite la stessa applicazione online: la procedura consente infatti di addebitare l’F24 sullo stesso Iban indicato per il rimborso.

In alternativa, è anche possibile stampare l’F24 precompilato e procedere al pagamento con le modalità ordinarie.

Riguardo alla possibilità di chiedere che il rimborso sia erogato da Ade, SE LO STESSO DOVESSE AVVENIRE ENTRO L’ANNO DI INVIO DELLA DICHIARAZIONE (cosa che al momento non pare affatto certa) sarebbe una soluzione ottimale per superare tutti quei casi in cui il datore di lavoro del contribuente non avesse le possibilità di erogare il rimborso.

E’ bene tener presente infatti che il datore di lavoro può erogare il rimborso spettante al proprio dipendente SOLO ed ESCLUSIVAMENTE in base alle trattenute IRPEF che lo stesso è tenuto a versare allo Stato in relazione alle paghe dei propri lavoratori.

Ciò implica che non è affatto raro il caso in cui un datore di lavoro con uno o pochi dipendenti possa non essere nelle condizioni di pagare interamente il rimborso IRPEF spettante al lavoratore che ha legittimamente compilato il modello 730.

Questa nuova formulazione, SE FUNZIONERA’ CON TEMPI DI RIMBORSO BREVI, sarà la soluzione ottimale a questo ostacolo.

Le istruzioni per detrarre le spese Superbonus:

Come ricorda anche l’Agenzia delle Entrate nella pagina dedicata, la detrazione Superbonus relativa alle spese per gli interventi di efficienza energetica, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici, sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2022,

può essere ripartita in dieci quote annuali a partire dal periodo d’imposta 2023 su opzione del contribuente, a condizione che le stesse non siano state indicate nella dichiarazione 2023 riferita all’anno d’imposta 2022 (che prevedeva esclusivamente la suddivisione in quattro quote annuali). 

Come previsto dall’articolo 2 comma 3 sexies del DL 11/2023 l’opzione della detrazione in 10 rate, esercitata nella presente dichiarazione è tuttavia irrevocabile.

Nel caso quindi si sia intrapresa questa strada a causa di una incapienza nei redditi del 2022, al contribuente è concessa l’alternativa di poter recuperare le spese comprese nei lavori “superbonus” interamente ma in 10 anni.

Questa opportunità, a ben vendere, è un beneficio concesso a caro prezzo visto che l’originale recupero era previsto in 4 anni e incide non di poco sulle risorse finanziarie del contribuente che si era affidato ad un sistema in cui le alternative sulla carta potevano essere bene altre.

Nonostante quindi a seguito dell’entrata in vigore del DL 11/23 sia stata accolta con giubilo questa opzione, è sempre opportuno fare un riesame delle possibilità che possono esserci ad oggi rispetto ad un anno fa.

L’orizzonte temporale decennale può essere più o meno prevedibile a seconda della tipologia di lavoro che si è scelto e della fascia d’età del contribuente e non è affatto scontato presumere una linearità di imponibili fiscali futuri.

Per questo è opportuno ricordare che

In questo momento le alternative possono essere ancora altre 2:

  1. Cedere a terzi ( anche privati) il proprio credito 2022 perdendo ben due quote (di quattro) di credito , visto il taglio all’accesso della remissione in bonis previsto dal D.L. 39/24,
  2. Nel caso in cui le condizioni reddituali nel 2023 fossero migliorate sensibilmente, evitare di esercitare l’opzione e se del caso presentare anche l’integrativa per i redditi 2022 inserendo le spese recuperandone anche una minima parte (ove possibile).

Queste alternative, evidentemente entrambe con un costo tutt’altro che marginale, avrebbero il pregio di far rientrare della liquidità nelle disponibilità del contribuente che in taluni casi potrebbe senza dubbio essergli utile per sopperire alle rate di mutui e finanziamenti aperti a fronte dei lavori eseguiti sull’immobile.

Va da sé che l’attesa della conversione in legge del Decreto Legge 39/2024 sta rendendo tutte le decisioni in merito ai bonus edilizi molto difficili da prendere.

Sono infatti diversi gli aspetti che potrebbero impattare su chi ha spese 2022:

Da un lato la questione della remissione in bonis che qualora fosse ripristinato permetterebbe di poter cedere una quota in più del credito Superbonus 2022,

Dall’altro il ventilato – ma non riportato in alcun documento ufficiale ad oggi – cambiamento di utilizzabilità dei crediti 110% in 10 anni per tutti.

Su questo ultimo punto in particolare converrebbe valutare ogni possibilità alternativa di anticipazione delle mosse da parte del legislatore.

Se l’ipotesi di rendere obbligatorio l’utilizzo dei bonus in 10 anni non è per ora che una delle voci che sono in discussione,

Se altresì non ci è dato di sapere con chiarezza quali crediti andrebbe a colpire,

Ci sembrerebbe evidente che quelli per i quali sia già stato comunicato ad Ade l’utilizzo, non dovrebbero essere investiti da questo cambiamento.

In questa ottica, qualora il contribuente avesse già inviato la propria dichiarazione dei redditi con un credito superbonus utile ad abbattere la propria imposta e ad ottenere il rimborso delle ritenute subite nell’anno, PRIMA della paventata variazione, questa quota non potrebbe essere intaccata dal provvedimento.

Del pari, per i contribuenti che hanno acquistato i crediti e li hanno a disposizione sulla propria piattaforma, qualora li avessero già utilizzati in compensazione inviando ad Ade l’F24 relativo, PRIMA dell’entrata in vigore della ipotizzata modifica, è palese che essendo già stati utilizzati, questi importi sarebbero “salvi” da qualsiasi cambiamento normativo.

Tenuto conto che all’incertezza sulla pianificazione reddituale personale si aggiunge purtroppo anche l’imponderabilità di questa situazione normativa, è inevitabile una riflessione calata su misura sulla specifica realtà del contribuente.

La prudenza e la riflessione in questi casi non sono mai troppe.

Articolo di Fabiana Nesi

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