SCADE LUNEDI’ 20 APRILE IL COLLEGAMENTO DEL POS AL REGISTRATORE DI CASSA: E SE NON LO FACCIO ?

Baker looks stressed at checkout while customer holds money for croissants priced at €3.60

ECCO LE SANZIONI COLLEGATE A QUESTO ADEMPIMENTO E ALL’USO CORRETTO DEL REGISTRATORE DI CASSA

Il collegamento tra i registratori di cassa telematici e gli strumenti di pagamento elettronico che erano già in uso il primo gennaio 2026 o che sono stati utilizzati tra l’1 e il 31 gennaio 2026 lo si potrà fare fino a lunedì 20 aprile 2026.

Lo rende noto l’Agenzia delle Entrate spiegando che si tratta di un abbinamento “virtuale” tramite un servizio online disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia.

COME FARE?

    Per abbinare registratori telematici e Pos, spiega l’Agenzia delle Entrate, l’esercente deve accedere al portale “Fatture e corrispettivi” e associare, tramite il servizio “Gestione collegamenti”, la matricola del registratore telematico già censito in Anagrafe tributaria con i dati identificativi degli strumenti di pagamento elettronico di cui risulta titolare.

    Per la prima associazione, in caso di cambio di registratore di cassa, contratto POS o inizio attività, invece, l’abbinamento dovrà essere effettuato a partire dal sesto giorno del secondo mese successivo alla data di effettiva disponibilità dello strumento di pagamento elettronico e comunque entro l’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese.


    Quindi se un nuovo Pos inizia a operare a marzo, andrà collegato al registratore telematico tra il 6 e il 31 maggio.


    Per rendere più agevole l’uso del servizio da parte degli esercenti, l’Agenzia delle Entrate ricorda di aver messo a disposizione a febbraio sul proprio sito una guida operativa in cui, anche attraverso immagini e tabelle, sono illustrati i passi per portare a termine l’abbinamento.

PERCHE’ CI VIENE RICHIESTO?

Si tratta di un nuovo adempimento introdotto dalla legge di bilancio per il 2025 per ottenere la piena integrazione tra i sistemi di incasso e la certificazione dei corrispettivi e per poter controllare che tutto il transato attraverso i pos venga certificato dai corrispettivi.

Diventa quindi fondamentale indicare correttamente sullo scontino la modalità di pagamento (contanti o pagamento elettronico o ticket), obbligo in realtà già in vigore dal 2020 pur non sanzionato fino a oggi.

CHE SANZIONI CI SONO SE SUL REGISTRATORE DI CASSA VIENE INDICATO IL METODO DI PAGAMENTO SBAGLIATO?

Dal primo gennaio 2026 sono state introdotte sanzione nel caso in cui non venga correttamente indicata la modalità di pagamento.

Nel caso di violazione degli obblighi di memorizzazione e trasmissione dei pagamenti elettronici, si applica la sanzione amministrativa di euro 100 per ciascuna trasmissione, comunque entro il limite massimo di euro 1.000 per ciascun trimestre, oltre alla sanzione accessoria consistente nella sospensione della licenza/autorizzazione da 3 gg a 1 mese se si verificano 4 distinte violazioni nell’arco di un quinquiennio.

E SE PROPRIO NON COLLEGO IL POS AL REGISTRATORE DI CASSA AL POS?

Nel caso di mancato collegamento tra POS e RT, si applica la sanzione amministrativa da 1.000 euro a 4.000 euro, oltre alla sanzione accessoria consistente nella sospensione della licenza/autorizzazione da 15 gg a 2 mesi.

CONCLUSIONI:

Ripeto le sanzioni : 100 euro per ogni errore fino a 1000 euro a trimestre .. oltre al rischio di sospensione dell’attività.

Posto che questo primo abbinamento andrà di fatto a incrociare i dati dal 1° gennaio 2026 … potrebbero già esser maturate sanzioni per oltre 1.000 euro …e forse potrà già essere in cantiere la sospensione di qualche licenza.

Questo obbligo riguarda tutti i pubblici esercizi senza distinzione di spesa sostenuta. Ha senso per un bar o un panificio ( per esempio ) avere, da un lato, l’obbligo di avere il POS e al contempo rischiare una multa di 100 euro per aver battuto una vendita di 1 euro con l’indicazione del mezzo di pagamento sbagliata?.

Qui non si parla di aver EVASO. La sanzione non c’entra con l’evasione fiscale : sulla cifra incassata il corrispettivo esiste. E’ stato rilevato sul registratore di cassa elettronico che ormai da qualche anno è anche subito collegato ad AdE che ne prende immediatamente atto.

Siamo sicuri che non si stia pretendendo troppo dagli esercenti che continuano a tenere le attività fisiche aperte?

Forse la direzione è il totale acquisto on line e il delivery. In quanti avranno ancora il coraggio di mandare avanti una piccola attività ?

L’altra alternativa sarà l’utilizzo generalizzato delle casse automatizzate. Zero rischi di errore da parte degli operatori umani.

Nel frattempo che il mondo del commercio al dettaglio si plasmi prendendo chissà quale piega almeno chi acquista cerchi di avere l’accortezza di avere le idee decise dichiarando bene e subito se intende pagare in contanti o con bancomat o carta di credito.

Articolo di Fabiana Nesi

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